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Quattro generazioni a lavoro

Oggi 15 gennaio 2021, quatto generazioni della nostra azienda hanno partecipato alla diretta dell’emittente televisivo “Antenna Sud 85” , in compresenza con il presidente regionale di Confagricoltura Puglia, Luca Lazzaro, e il sottosegretario ministro alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate. Nella trasmissione si è parlato della difficoltà agricola, in quest’ultimo periodo, subordinata all’effetto del virus, con l’intervista di Vincenzo, poi all’addetta alla vendita Velia, successivamente a nonno Antonio e Giuseppe e, infine, al piccolo uomo del domani Alfredo, che ha addolcito gli sguardi degli spettatori giocando spontaneamente con una zucchina.                                         Di seguito il link del servizio di Antenna Sud 85: https://www.youtube.com/watch?v=Euz5wY9YSgI&t=843s

L’antica tradizione della vendemmia dei racemi

Oggi 13 novembre 2020 l’emittente televisivo “Studio 100” ha intervistato Giuseppe, il nostro operaio più giovane, studente presso l’istituto agrario di Locorotondo, che ha descritto ciò che in questo periodo è in atto in azienda: la vendemmia dei racemi. Questi sono piccoli grappoli che il vitigno di primitivo forma come seconda produzione e che vanno in contro alle regolari lavorazioni per produrre il vino. Grazie all’intervento di nonno Antonio e dell’enologo Vincenzo, si è spiegato che questa è una vecchia tradizione posta ad ottenere un vino rosso naturale. Di seguito il link del servizio di Studio 100: https://www.facebook.com/studio100radiotelevisione/videos/360112031954700    

Una vendemmia brindisina di tradizione e felicità fra diverse generazioni

Oggi 13 settembre 2020 l’Azienda Agricola Pugliese ha vendemmiato i vigneti di negroamaro e malvasia nera presenti nella Masseria Gabelloto, fra Brindisi e San Vito dei Normanni. È l’ultima tappa che completa il periodo di vendemmie della famiglia, infatti hanno preso parte a questa attività tutte e 4 le generazioni partendo da nonno Antonio (1935), fino al piccolo Alfredo (2017). Come dice il nonno :”È una bella tradizione che dura da tanti anni e che deve essere portata avanti”. Al fianco dell’azienda è stato presente Sergio Elia, un giovane enologo con cui è iniziata una nuova collaborazione.  

Azienda agricola Pugliese per la ricerca contro la xylella

  Tra il 20 e il 30 giugno 2020, nella Tenuta Gabelloto, è avvenuto il trapianto di astoni di ulivo innestati su diversi portainnesti per testare, nel triennio successivo, la resistenza al batterio dell’olivo cioé la xylella fastidiosa. In questo progetto è avvenuta la collaborazione tra l’azienda agricola Pugliese Velia, il Centro Ricerche Basile-Caramia di Locorotondo e i vivai Luca Fortunato. Quest’ultimi hanno fornito le piante, il Centro Ricerca effettuerà tutti i saggi.

Laboratorio sulla salvaguardia della Biodiversità

Il 15 Novembre 2019, presso Palazzo Guerrieri in città, eravamo presenti per dare vita ad un’occasione di contatto diretto e sperimentazione con la biodiversità che ci ha visto coinvolti in qualità di rappresentanti di Slow Food nell’ambito della Settimana dei Diritti dei Ragazzi, promossa dal Comune di Brindisi. Messaggio del laboratorio: una nuova civiltà è possibile, se tutti, a cominciare dalle nuove generazioni, prendono coscienza e operano nel quotidiano per favorire la sostenibilità anche attraverso l’autoproduzione e il rispetto della stagionalità.





Brindisi capitale d’Italia per la produzione dei meloni.

Breve viaggio tra antiche varietà, ricchezza naturale di un territorio, oggi dimenticata.


A Brindisi, dalla fine della seconda guerra mondiale partivano i carichi su ferrovia di angurie o cocomeri e di “meloni a pane”; la specie cucurbita citrullus, specie monoica, si distingue per la presenza di entrambe i fiori sulla pianta, che dà origine a una riproduzione sia anemofila che endomofila, per mezzo degli insetti. La presenza del fiore maschile e femminile ha permesso alla pianta di generare nuovi ecotipi, che successivamente con la selezione da parte dell’agricoltore, sono diventati varietà. Molte di queste varietà si sono purtroppo perse nel tempo, perché la conservabilità e il trasporto incidono sulla resa finale del frutto nel suo viaggio fino agli scaffali dei supermercati.


Nel caso dei meloni “gialli” sono 3 le principali varietà e i relativi prodotti estivi, dolcissimi e nutrienti: la varietà “Cantalupi” identifica frutti più profumati e caratterizzati da scavature sulla buccia; i meloni retati con la buccia praticamente avvolta in un reticolo più o meno fitto, e i lisci dalla buccia gialla, noti al sud per la loro lunga conservabilità in luoghi freschi e asciutti.


Tra le varietà antiche vanno ricordati i meloni volgarmente denominati “fiuri di fave”, ottenuti da un incrocio naturale e caratterizzati da una buccia liscia e con tante punteggiature, come appunto i fiori di fava con i punti neri; la loro conservabilità è media, la polpa è consistente quando il frutto, come per le altre varietà, non è troppo matura .


Meritano di essere richiamati anche i cosiddetti “cazzatieddi”, dal verbo dialettale “cazzare” ovvero “schiacciare”, per la loro forma schiacciata: anche questa varietà ha origine da una selezione naturale, è cioè “spurio” in gergo brindisino, successivamente catalogata dall’agricoltore, e si distingue per il colore scuro e la buccia liscia.


Ancora oggi viene coltivato, il Tendral verde, dalla buccia liscia e scura: pesa fino a 3 kg, può essere conservato a lungo, ma soffre le scottature da alte temperature.


Sempre nel gruppo dei meloni lisci, ma dalla buccia chiara, a lunga conservazione, merita di essere citato il “Melone egiziano”, utilizzato in passato per la produzione dello spumone brindisino, tipico semifreddo artigianale locale, la cui polpa era ideale per dare consistenza e dolcezza, al posto di latte o altri addensanti moderni, alla crema di gelato.


Infine il melone retato,ormai selezionato dall’industria della distribuzione, tipicamente abbinato al prosciutto; è frutto di un incrocio da cui ha avuto origine una varietà particolarmente resistente a tutte le problematiche connesse al trasporto.


L’Anguria, tanto amata durante i lunghi mesi estivi, è in realtà una varietà moderna, ottenuta per innesto e denominata Melania, incrocio tra cucurbita citrullus e cucurbita maxima. Tra le varietà più antiche di anguria permane ancora il Crimson Sweet, di media grossezza (10-12 kg.), di colore verde chiaro con striature verde scuro e il Charleston , specialità lunga fino 60 cm e larga fino 25 cm, del peso di 15-18 kg, divenuta ormai una rarità nel resto d’Italia.


La serata del 7 settembre 2019 è stata dedicata all’illustrazione e alla degustazione di molte varietà storiche di melone brindisino, accompagnate da vini pregiati, grazie alla proficua collaborazione con Anelli Enoteca e Bistrot di Brindisi. (vai all’evento facebook, clicca qui)